PROMUOVERE IL TALENTO: #EASTFORUM2014

East Forum 2014: promuovere il talento e l’imprenditorialità in Europa, una via per la crescita.

L’edizione 2014 dell’ East Forum è stata organizzata sotto l’ala del semestre della Presidenza Italiana dell’Unione Europea. A Bruxelles, questa volta, differentemente dalle precedenti edizioni. Durante i 3 panel di lavoro, autorità, esperti nazionali e personalità internazionali hanno discusso del ruolo che gli attori pubblici e privati hanno nel rilancio economico europeo e nella costruzione di una crescita solida, ricca di opportunità occupazionali.

La conferenza è subito entrata nel vivo con l’intervento del Commissario per gli Affari Economici e Monetari Katainen, il quale ha voluto focalizzarsi sull’innovazione - che ha fondamentale importanza per la crescita, ma che palesemente non è ancora riuscita a tradursi in creazione di nuovi posti di lavoro - e sul bisogno della creazione di un ponte tra università ed aziende, per promuovere talenti e crescita;  ha inoltre invitato la Presidenza italiana a portare gli investimenti in primo piano nell’agenda dell’Unione.  

    L’innovazione è stata il fulcro del primo panel, che ha visto l’incontro interessante di giovani imprenditori appartenenti a due mondi imprenditoriali diametralmente opposti: il mondo americano ed quello europeo. Essi hanno parlato delle loro difficoltà a trovare finanziamenti rispetto al proprio prodotto, e di come si sono fatti strada nonostante tali difficoltà, cercando di interpretare i “no” e le porte chiuse in faccia come potenziali futuri “si”, e quindi incentivi ad andare avanti. Sul filo degli investimenti è proseguito poi l’evento, con l’intervento, nel secondo panel, del Presidente di Unicredit, ente sponsor della conferenza.  

    Infine l’ultima tavola rotonda ha cercato di rispondere alla domanda: come potrebbero politiche pubbliche più mirate contribuire a supportare i nuovi talenti e l’occupazione, e quali le buone prassi che i paesi possono attuare per fronteggiare meglio le sfide economiche del futuro? Relatore di spicco in questo caso è stato Peter Hartz, ex consigliere di Schroeder e Capo della Commissione lavoro “Hartz”: egli ha riassunto i suoi pensieri dicendo che il fulcro della riforma del lavoro dovrebbe consistere nel riuscire ad offrire lavori adatti alle competenze, e che per far ciò abbiamo bisogno di una task force specifica in questa neonata Commissione. Questo perché viviamo fondamentalmente in un paradosso: la generazione che sta subendo la disoccupazione giovanile (la nostra!) è la generazione più educata, in termini di preparazione. È per questo che il nostro ex Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giovannini, nel suo discorso di chiusura, ha sottolineato come sono necessarie nuove competenze per prepararsi ai lavori del futuro, riprendendo l’importanza delle soft-skills già menzionate in precedenza durante i dibattiti. Purtroppo, per uscire da questa situazione abbiamo bisogno di persistere, ed essere disposti a cambiare, ad aspettare, perché non esiste un proiettile d’argento che sconfigga la crisi nel breve e nel lungo  termine.

Ho particolarmente apprezzato la scelta dei relatori, i quali hanno tutti dato un contributo importante per la riuscita della conferenza, che nella prima parte è stata anche frizzante e coinvolgente. Si attendeva anche la presenza di Matteo Renzi, Presidente del Consiglio italiano, ma sfortunatamente è dovuto ritornare in Italia per la Leopolda.

Cristiana Marchitelli, EVSer

3° Forum delle Regioni Ultra Periferiche

Il Palazzo Charlemagne ha ospitato un Forum che ha richiamato l’attenzione di centinaia di persone provenienti da tutta Europa, soprattutto dalle Regioni Ultra Periferiche (RUP).

 Il meeting aveva come protagoniste 9 regioni che sono nel cuore dell’Europa nonostante siano situate lontano dal continente. Per chi non lo sapesse, esse sono i dipartimenti d’oltremare francesi della Guadalupa, Martinica, Guiana Francese, Saint-Martin, la Reunion e Mayotte, Madeira e le Isole Azzorre per la parte portoghese, e le Canarie spagnole. Le RUP sono parte integrante dell’Unione Europea e devono applicare le sue leggi, secondo quanto stabilito dal Trattato. Durante la discussione i Presidenti di ogni Regione hanno sottolineato il ruolo che l’art 349 TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea) ha nello sviluppo di tali aree, poiché fa sì che in tali regioni vengano applicate misure specifiche che tengano in considerazione le caratteristiche ed i limiti che esse trovano nell’ottemperare ai Trattati.

 I partecipanti hanno dibattuto su come affrontare la sfida della disoccupazione concentrandosi sull’impiego giovanile, la mobilità, in luce delle caratteristiche delle RUP, oppure su come utilizzare al meglio le risorse per raggiungere risultati innovativi che stimolino lo sviluppo sostenibile. Durante tutta la discussione non ho potuto non notare che i portatori di interessi hanno colto l’occasione per sottolineare ai MPE e ad i capi delle DG le difficoltà che devono affrontare, cercando di  influenzare il procedimento politico. Hanno messo in atto il lobbismo, ed è stato entusiasmante vedere con i miei occhi questo traffico legale di interessi, vedere come ogni Paese ha cercato di negoziare con la Commissione al fine di implementare azioni nei loro confronti, azioni che rispondessero alle loro peculiarità, attraverso l’uso di cifre. Grazie ad un Training Course sul lobbismo, ho imparato che il modo più efficace per influenzare il processo politico è rivelare dati, numeri, cifre che mostrino le conseguenze delle azioni; partecipando al Forum, ho quindi avuto l’occasione di vedere all’opera lobbisti per la prima volta, ho visto la “Politica” prendere vita. Inoltre, il Presidente Barroso ha colto l’occasione, durante il suo discorso sull’importanza strategica delle RUP, di salutare la Commissione Europea, di dire “arrivederci”, e non “addio”.

 Non vedo l’ora di vedere ancora in azione la Politica, e di imparare sempre di più!

Cristiana Marchitelli, EVSer

Panoramica

Istituzioni e altri organi dell'UE

L'UE ha una struttura istituzionale unica nel suo genere:

le priorità generali dell'UE sono fissate dal Consiglio europeo, che riunisce i leader politici a livello nazionale ed europeo

i deputati europei, eletti direttamente, rappresentano i cittadini nel Parlamento europeo

gli interessi globali dell'UE sono promossi dalla Commissione europea, i cui membri sono nominati dai governi nazionali

i governi difendono i rispettivi interessi nazionali in seno al Consiglio dell'Unione europea.

Definire i programmi

Il Consiglio europeo definisce gli orientamenti politici generali dell'UE ma non ha il potere di approvare la legislazione. Guidato da un presidente – attualmente Herman Van Rompuy – e costituito dai capi di Stato o di governo dei paesi membri e dal presidente della Commissione, si riunisce per alcuni giorni almeno ogni 6 mesi.

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Amministrazione

Amministrazione dell'UE: personale, lingue e sedi

L'UE destina circa l'6% del suo bilancio annuale alle spese per il personale, l'amministrazione e la manutenzione dei suoi edifici.

Personale

La Commissione europea è suddivisa in servizi chiamati "direzioni generali" (DG), che corrispondono a grandi linee ai ministeri nazionali. Ciascuna di esse si occupa di una politica o di un settore specifico, come il commercio o l'ambiente, ed è diretta da un direttore generale, sotto la responsabilità di un commissario. Circa 33 000 persone lavorano per la Commissione europea.

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Parlamento europeo

Parlamento europeo

Eletti direttamente a suffragio universale ogni 5 anni, i membri del Parlamento europeo rappresentano i cittadini dell'UE. Il Parlamento, insieme al Consiglio dell'Unione europea, è una delle principali istituzioni legislative dell'UE. 

Il Parlamento europeo ha tre funzioni principali: 

discutere e approvare le normative europee insieme al Consiglio 

controllare le altre istituzioni dell'UE, in particolare la Commissione, per accertarsi che agiscano democraticamente 

discutere e adottare il bilancio dell'UE insieme al Consiglio.

L'approvazione della legislazione europea 

In diversi settori, come la tutela dei consumatori e l'ambiente, il Parlamento collabora con il Consiglio (che rappresenta i governi nazionali) per discutere il contenuto delle norme dell'UE e adottarle ufficialmente. Tale processo è chiamato "procedura legislativa ordinaria" (ex "procedura di codecisione"). 

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